BiancaNera

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BiancaNera | Azione poetica per due danzatrici
con Bintou Ouattara e Alice Ruggero

Testo, coreografia, regia Maria Ellero

Tecnico audio e luci Roberto Catani

Musiche originali composte ed eseguite da
Dialy Mady Sissoko – kora e voce
Sergio Altamura – chitarra e voce
Abdou Mbaye – tama e djembe
Tommy Ruggero – batteria e tamburi bassi

registrate e mixate da Roberto Rettura/Lo Studio Spaziale

Disegno luci Massimiliano Masserelli
Maschere Sandra Pagliarani

Bambole Maria Zuntini

Fotografie Giulia Generali

Riprese e montaggio video Kiné Società Cooperativa

BiancaNera ha incontrato bambini e adulti in molte occasioni, tra le quali:
 Human Rights Nights Festival – Bologna – 2013
         Festival Caffeine, Incontro con la danza – Merate (LC) – 2013
 Festival Segnali – Cormano (MI) – 2014
 Il teatro per il sociale La società per il teatro – Bergamo – 2016
Lo hanno ospitato, tra gli altri:
Teatro Comunale De Micheli – Copparo (FE)
Teatro Storchi – Modena
Teatro Testoni Ragazzi – Bologna
Teatro Consorziale – Budrio (BO)
Teatro Comunale Gries – Bolzano
Teatro Puccini – Merano (BZ)
Teatro Fabbricone – Prato (FI)

Con la produzione di BiancaNera – Azione poetica per due danzatrici l’associazione QB Quanto Basta prosegue il percorso di ricerca di strumenti pedagogici per il dialogo interculturale, iniziato con la pubblicazione di Ada Maty – Una storia cantata a più voci, libro con cd edito in collaborazione con ArteBambini nel 2009, ristampato nel 2016 con una prefazione di Cécile Kyenge.

Lo spettacolo invita a riflettere sulla reciprocità del sentirsi diversi, indicando l’ascolto e il confronto come pratiche capaci di ridurre la diffidenza e facilitare la comunicazione. BiancaNera sceglie la danza e l’azione scenica per rappresentare il dialogo come interazione tra corpi che si esplorano a distanza, si attraggono, si respingono e infine entrano in contatto, marcando nella fisicità la differenza e nell’azione la possibilità di una relazione.

Uno spazio vuoto viene abitato da ombre nere sul telo bianco. Le ombre diventano corpi in cui nero e bianco s’incontrano e si confrontano. I corpi delle danzatrici mostrano la reciproca discriminazione che passa attraverso il colore della pelle e la percezione dell’altro, estraneo in quanto differente e potenzialmente minaccioso, perché incomprensibile. Le loro parole danno voce a narrazioni personali nelle quali è possibile trovare elementi condivisi. Durante l’incontro, lo spazio si riempie di oggetti, colori, suoni, movimenti, che danno forma ai rispettivi mondi di appartenenza. Tutto comincia e finisce con uno sguardo, inizialmente diffidente, poi curioso e infine complice e giocoso, a sottolineare la possibilità di vivere con leggerezza le differenze. La musica, appositamente composta da musicisti africani e italiani, si trasforma in partitura fisica che dà energia, coraggio, calma, compagnia.

Corrono, si rincorrono, scappano, si riprendono, si stuzzicano, si sconfinano, si rincontrano, sono diverse ma insieme!

Giacomo, 9 anni

BiancaNera scende giù come una bibita rinfrescante ma salutare. Fresco il lavoro delle due interpreti nella loro complementare diversità corporea e tecnica, fluidi gli elementi testuali e il montaggio delle azioni, appagante la musica che fonde sapori etnici diversi; e, al fondo, ben centrata la tematica educativa dell’accettazione della diversità, elaborata attraverso confronto/conflitto/scioglimento, che colpisce dritto nel male diffuso dell’intolleranza con disarmante ed efficace semplicità.

Eugenia Casini Ropa, storica e studiosa della danza

Esci dalla sala e ti viene da ringraziare, per la misura, le diverse intelligenze che hanno pensato, fatto e fatto fare BiancaNera. Due corpi che affrontano e confrontano pensieri e movimenti che escono dalla pelle, ma la riattraversano con facce diverse. La scuotono ma non la feriscono. E le parole sono per la fine. Quando ti alzi e lasci la sala, diversi sono il bianco e il nero che immagini possibili. Anzi, cominci a desiderarli sul serio.

Piero Sacchetto, pedagogista

Dopo lo spettacolo

Azioni, suoni, colori, movimenti mettono in moto in ogni bambino pensieri particolari che possono essere elaborati più facilmente se in classe, dopo lo spettacolo, viene offerto un tempo dedicato a farli emergere e a metterli a confronto. Per raccogliere le idee dei bambini e per favorire un collegamento tra la narrazione teatrale e le loro particolari esperienze nell’incontro con le diversità, gli insegnanti possono riprendere alcune domande efficaci, già sperimentate con le scuole, fornite al momento della prenotazione.

È possibile richiedere un laboratorio di movimento condotto dalle danzatrici, nel quale i bambini possono sperimentare con il proprio corpo gesti e movimenti visti in teatro, cogliendone le diverse provenienze culturali e mettendoli in gioco, accompagnati da alcuni brani musicali dello spettacolo.